PROGRAMMA 2026

18 giugno, 18:00-21:00

Contro-narrazioni
in cammino

Partenza Palazzo Ulmo, via Duomo, 55
Arrivo Comitato Città Vecchia, via Paisiello, 1

La camminata è un attraversamento collettivo di Taranto concepito in contestazione con le narrazioni dominanti che riducono il territorio a zona di sacrificio, con i tanti processi di sfruttamento e estrattivismo (industriale, militare, turistico e sportivo) e con le sovradeterminazioni delle scelte.

Non vogliamo imitare il comportamento turistico dei gruppi che invadono gli spazi della quatidianità trasformando luoghi comunità in oggetti di consumo. Per questo la camminata si svolge in piccoli gruppi, accompagnati da abitanti e soggettività radicate nel territorio, rifiutando le logiche del tour di massa e della fruizione spettacolarizzata dello spazio urbano.

Lungo il percorso, lə compagnə sono invitati a confrontarsi con la dimensione sensoriale e quotidiana di una zona di sacrificio: prendere un autobus, raggiungere il luogo di lavoro, accedere a servizi essenziali, cercare spazi di decompressione e cura.

Attraverso questi gesti ordinari emergono le geografie materiali e affettive di chi vive il territorio, rendendo visibili le disuguaglianze, le forme di resistenza e le possibilità di futuro spesso cancellate dalle rappresentazioni egemoniche.

20 giugno, 14:00-19:00

Public Terrona [Southern] Assembly

CASA VIOLA, via Plateja, 51

A seguire gli step intrapresi a Messina e a Cosenza, parte dell’Assemble ‘Il Sud si organizza’- che hanno aperto uno spazio di dialogo sociale e politici radicato nelle nostre lotte e nei nostri più profondi desideri – abbiamo scelto Taranto come prossima tappa.

È anche da qui, infatti, che vogliamo continuare a interrogarci sulle forme contemporanee di sfruttamento, sulle gerarchie socio-territoriali e sulla violenza socio-ambientale che attraversano i nostri Sud.

Taranto è un territorio trasformato in zona di sacrificio. Una comunità trattata come scarto, segnata da processi di militarizzazione e industrializzazione stratificatisi nel tempo attraverso la presenza della Marina Militare, dell’ex Ilva, delle basi NATO e dell’ENI.

Partiamo da Taranto perché crediamo che la violenza che attraversa questo territorio non abbia nulla di eccezionale o isolato. Al contrario, Taranto rappresenta uno dei tanti nostri Sud segnati da un sistema che si riproduce attraverso logiche di colonialità, razzismo, etero-patriarcato, capitalismo ed estrattivismo.

Pur nelle differenze storiche e politiche, Taranto — come molti altri territori nel Mediterraneo e nel mondo — è uno dei laboratori in cui la produzione della morte, del dolore e dello sradicamento diventa parte strutturale di un’economia politica che decide quali corpi e quali territori siano degni di vivere e quali, invece, possano essere disumanizzati, sfruttati, alienati e privati della possibilità di abitare liberamente la propria terra e il proprio corpo.

L’Assemblea vuole essere innanzitutto uno spazio di incontro, relazione e costruzione collettiva. Un momento in cui intrecciare analisi sistemiche ed esperienze vissute, interrompendo la normalizzazione che intrappola i nostri corpi e territori nella dicotomia
modernità/arretratezza. Allo stesso tempo, vogliamo far emergere prospettive plurali a partire dalle esperienze dei nostri Sud.

Per noi, i Sud non sono un’entità omogenea né un semplice luogo geografico, ma un posizionamento politico e materiale da cui leggere la dimensione strutturale della crisi socio-ecologica e costruire nuove pratiche di organizzazione, complicità e trasformazione.

Vogliamo interrogarci insieme su come riarticolare immaginari, pratiche e futuri possibili, costruendo mondi all’altezza dei nostri bisogni, desideri e possibilità di liberazione.

18-19-20 giugno
8:30-20:00

Cattive Acque / Dark Waters

CASA VIOLA, via Plateja, 51

Dibattito 21 giugno 18.30 con:
— Giuditta Pellegrini
— Vittoria Torsello
— Ekpali Saint

CONVOCATORIA ECOLOGISTA ospiterà l’esposizione itinerante Cattive Acque / Dark Waters, ‘[…] un’inchiesta visiva realizzata da Giuditta Pellegrini, Ekpali Saint e Vittoria Torsello. Il progetto, frutto di una ricerca internazionale finanziata dal Journalismfund Europe, documenta, attraverso immagini, il confronto impari tra le popolazioni locali ed ENI, il gigante energetico a partecipazione statale, mettendo in luce le drammatiche conseguenze ambientali e sociali delle attività estrattive in questi territori.

Al centro del lavoro vi è la crisi idrica che ha colpito la Basilicata tra il 2024 e il 2025, una regione che fornisce circa il 25% dell’acqua sorgiva del Sud Italia e in cui oltre 140.000 persone hanno subito pesanti razionamenti idrici. Tra le questioni affrontate emergono il prosciugamento della diga del Camastra, le denunce legate alle trivellazioni petrolifere e alla gestione delle risorse idriche da parte di ENI, oltre agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.

Cattive Acque / Dark Waters attraversa questi territori mettendo in relazione estrattivismo, crisi ecologica e condizioni materiali di vita, attraverso immagini e testimonianze che interrogano il rapporto tra ambiente, sfruttamento e diritto all’acqua.

La mostra fotografica sarà visitabile dal 19 al 21 giugno e si concluderà con un momento di dibattito pubblico insieme alle autrici e all’autore dell’inchiesta.